lunedì 4 luglio 2016

Massi erratici

Dei macigni stanno in bilico in modo casuale a Olmsted Point, nello Yosemite National Park. Qui un ghiacciaio ha eroso la roccia madre, che ha 92 milioni di anni, e ritirandosi si è lasciato dietro questi massi, che si erano staccati da un monte vicino. Le rocce, insieme ai profondi solchi sulla roccia madre, indicano il percorso del ghiacciaio - Fotografia di Fritz Hoffmann, National Geographic
Il masso erratico (dal latino erràre, vagare) o masso delle streghe (spesso indicati anche col nome di trovanti) è una grande roccia che è stata trasportata a fondovalle da un ghiacciaio. Questi massi, dopo che il ghiacciaio si è ritirato, occupano un'insolita posizione in mezzo alla pianura; per questo, e anche a causa delle loro insolite dimensioni, diventano spesso meta di molti rocciatori e alpinisti.
La Pietra pendula, famoso masso erratico, descritto da Antonio Stoppani, nelle prealpi lombarde
Nel 1821, durante la "Piccola era glaciale" Ignaz Venetz, ingegnere svizzero, studiò i ghiacciai per comprenderne il funzionamento. Raccolse testimonianze sull'avanzamento degli stessi e constatò un fenomeno che prima non era stato valutato: sui ghiacciai giacevano importanti blocchi e materiale minuto e sul fronte degli stessi si formavano colline di detriti, poi indicate con il nome di morene che ne indicano il loro punto finale. La constatazione che queste morene esistevano anche molto più a valle di dove si trovavano allora, fece avanzare l'ipotesi, ora unanimemente riconosciuta valida, che il fenomeno dipendeva dagli avanzamenti e dalle ritirate delle lingue di ghiaccio in ere successive.
La Serra, morena lunga 25 km che chiude l'anfiteatro morenico di Ivrea, in Piemonte.
I massi erratici non sono perciò che le tracce di antiche morene che i ghiacciai hanno lasciato ritirandosi.

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